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Spazio Droni

La normativa dei droni in pillole: date, regole, cosa cambia

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Scheda: fine degli scenari nazionali IT-STS

Archivio con schedari metallici grigi e un cassetto socchiuso

In una riga

Gli scenari standard nazionali italiani sono scaduti: in categoria Specific la via dichiarativa passa soltanto per gli scenari europei EU-STS-01 ed EU-STS-02.

Da quando

Dal 1° gennaio 2026.

Cosa cambia

Le dichiarazioni vanno rifatte sul portale d-flight secondo il modello europeo e valgono due anni. Servono droni con marcatura C5 per lo STS-01 e C6 per lo STS-02, con sistemi di terminazione del volo e paracadute tra le mitigazioni obbligatorie. Per i piloti cambia anche il titolo: attestato STS con esame teorico e validità quinquennale, più accreditamento pratico presso una Entità Riconosciuta.

L'approfondimento

Per anni la categoria Specific in Italia si è retta su scenari scritti in casa. Erano nati prima che il sistema europeo entrasse in funzione e sono sopravvissuti come regime transitorio, coprendo la maggior parte delle operazioni professionali: rilievi urbani, ispezioni, riprese in area popolata. Quel ponte è stato ritirato.

Che cosa sostituisce che cosa

Restano in piedi due soli scenari dichiarativi, definiti nell'appendice del regolamento europeo di esecuzione. Il primo, EU-STS-01, copre operazioni a vista in area controllata a terra, anche in ambiente popolato, entro 500 metri dal pilota, con drone di classe C5. Il secondo, EU-STS-02, copre operazioni oltre la vista con osservatori dello spazio aereo, in area scarsamente popolata, con drone di classe C6.

L'effetto più costoso

Il vincolo di classe è quello che pesa. Sotto gli scenari nazionali si poteva operare con mezzi privi di marcatura C5 o C6; ora non è più possibile, e il parco macchine di molti operatori è rimasto indietro rispetto al requisito. Una via d'uscita esiste: un drone C3 può essere reso conforme alla C5 con un kit di conversione, che tipicamente aggiunge terminazione del volo e modalità a bassa velocità. È una spesa, ma resta inferiore alla sostituzione della flotta.

Che cosa serve al pilota

Il percorso è più strutturato di quello della categoria Open. Prevede un prerequisito teorico, un esame aggiuntivo sulle materie degli scenari standard in modalità sorvegliata a distanza, un corso di Crew Resource Management, la dimostrazione delle comunicazioni aeronautiche e soprattutto un addestramento pratico presso una Entità Riconosciuta, con registro delle attività e prova finale. L'attestato dura cinque anni, l'accreditamento pratico non ha scadenza; il rinnovo si presenta entro sessanta giorni prima della scadenza e il ripristino è ammesso fino a sessanta giorni dopo.

Chi non è toccato

Chi vola in categoria Open non deve fare nulla. Chi opera in Specific con autorizzazione operativa individuale, basata su SORA o su un PDRA, continua sul proprio binario: gli scenari standard sono solo una delle quattro strade previste, insieme all'autorizzazione, al LUC e ai nulla osta per le zone geografiche.

La fonte

ENAC — Linea Guida LG-2023/005-UAS (PDF)

Documento consultato per questa scheda.